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10 REGOLE PER RISPARMIARE

ISOLAMENTO TERMICO: CIO’ CHE E’ IMPORTANTE SAPERE PER AVERE UNA CASA EFFICIENTE E CONFORTEVOLE 1) i consumi energetici degli edifici si possono ridurre fino al 70-80% isolando le pareti esterne dell’edificio e le coperture. L ecase singole sono le più soggette alle dispersioni di calore che “passano attraverso i tetti mal isolati (40-50%), nei condomin i gli elementi più critici sono invece le pareti esterne attraverso le quali si disperde circa il 45-50% del calore. Inoltre installare delle valvole termostatiche sui radiatori consente di sfruttare in modo più efficace i vantaggi dell’isolamento termico regolando la temperatura interna dell’abitazione. 2) Nella fase progettuale, un tecnico qualificato, partendo da una diagnosi energetica dell’edificio, può definire qual è la soluzione tecnicamente più conveniente (scelta del tipo di isolante, scelta dello spessore ottimale dell’isolante, definizione della soluzione tecnica migliore, eventuale modifica dell’impianto termico, ecc.). A intervento ultimato l’ottenimento dell’Attestato di Certificazione Energetica è il documento fondamentale per dimostrare la qualità energetica dell’edificio e quindi per certificare quanto “consuma”. 3) La certificazione energetica influisce sul valore di mercato dell’immobile. Gli edifici più efficienti, di classe A, B o C saranno più richiesti perché offriranno maggiori benefici: saranno più sostenibili per il maggior confort, per la minore bolletta energetica e per il minore impatto verso l’ambiente! 4) Per procedere all’isolamento della propria abitazione è necessario rivolgersi ad aziende specializzate e competenti, in grado di applicare una soluzione di isolamento termico ed acustico di efficace durata. L’applicazione richiede competenza anche in fase realizzativa! 5) Spesso gli ambienti domestici ventilati mediante l’apertura dei serramenti sono più inquinati di quelli esterni. Un impianto di ventilazione meccanica (VCM) garantisce in modo continuativo ed efficiente il ricambio dell’aria migliorando il confort ed evitando la formazione di muffe sulle pareti. Inoltre tutti i meccanismi permettono di ridurre i consumi rispetto all’apertura delle finestre risparmiando energia! 6) Un intervento di ristrutturazione dei tetti e della facciata è un’ottima occasione per riqualificare l’edificio dal punto di vista energetico con un costo aggiuntivo limitato. Il maggior costo dovuto all’inserimento di uno strato isolante adeguato si ripaga in pochi anni. Il valore futuro del vostro investimento sarà fortemente legato alle prestazioni della vostra abitazione. Il valore di un immobile senza certificazione energetica è destinato a diminuire. 7) Lo spessore del materiale isolante incide poco nella spesa dell’intervento in quanto i costi fissi rimangono invariati (ad esempio ponteggi, predisposizioni del cantiere, finiture, ecc.). I vantaggi in termine di risparmio sono notevolmente maggiori se gli spessori sono più elevati! Passare da un isolamento a cappotto con 5 cm. Di materiale isolante ad uno con 10 cm. Di materiale isolante vuol dire incrementare la resistenza termica dello strato del 100% ma il costo solo del 10% -15%. 8) Tra gli interventi di efficienza energetica quelli dell’isolamento termico dell’immobile sono i più convenienti in quanto le spese di manutenzione sono praticamente assenti ed inoltre si creano le condizioni per un miglioramento sensibile del confort. 9) Investire nell’isolamento termico vuol dire mettere i soldi in una banca virtuale che produce un tasso di rendita molto più elevato rispetto ad altre forme di investimento finanziario! Un buon rendimento se si considerano le attuali offerte finanziarie! Una casa che consuma di meno è una garanzia di maggiore sicurezza economica considerando che i costi dei combustibili sono destinati ad aumentare. 10) Isolando un edificio si possono ottenere interessanti incentivi che possono contribuire a rendere ancora conveniente ogni intervento ( ad esempio le detrazioni del 55% previste dalla Finanziaria)
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NEL 2011 DETRAZIONE DEL 55% IN DIECI ANNI INVECE CHE IN CINQUE

Sarà prorogata a tutto il 2011 la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. La Camera ha infatti approvato la Finanziaria (Legge di Stabilità 2011) con l’emendamento che dà la possibilità di detrarre dall’Irpef il 55% delle spese per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, sostenute fino al 31 dicembre 2011. Unica modifica al bonus: la detrazione dovrà essere spalmata su dieci anni anziché su cinque. Non cambiano invece i tetti di spesa, le percentuali di detrazione e gli interventi ammessi. Nel 2011 il bonus fiscale dovrebbe generare maggiori entrate Iva per 124,8 milioni di euro; dal 2012 (anno in cui si comincerà a detrarre le spese del 2011) la misura dovrebbe costare allo Stato circa 300 milioni di euro. Il costo complessivo per lo Stato, nei dieci anni di detrazione, sarà pari a 1,8 miliardi di euro.
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SUL LUNGO PERIODO IL MATTONE NON TRADISCE. COME SI CALCOLA IL RENDIMENTO

Anche se l’andamento del mercato immobiliare degli ultimi tempi farebbe pensare il contrario, l’acquisto di una casa presenta sempre un saldo in attivo. Ma bisogna aspettare anni per vederne i benefici, perché nel breve periodo le oscillazioni possono essere svantaggiose e bisogna ammortizzare le spese iniziali (tasse soprattutto)Secondo un analista del sole 24 ore il saldo tra costi e benefici va calcolato dopo trent’anni. per dare un’idea di come calcolare la rivalutazione di una casa il giornale propone alcuni esempi. Ve ne riportiamo due:1) una villetta ad Arezzo comprata come abitazione principale. Prezzo d’acquisto 247.000 euro, con un investimento di 97.500 €. iniziali e 150.000 €. di mutuo a 25 anni. all’anno, tra mutuo, tasse e manutenzione, si spendono 10.100 €. all’anno. Negli ultimi anni di mutuo la cifra arriva a 3.450 euro. Attualizzati a un’inflazione ipotetica del 2% annua, la casa sarà costata 377.000 euro. Ma, se seguiamo il trend 1979-2009, il valore della casa sarà cresciuto del 100% circa, arrivando a 480.000 euro attualizzati. Il risultato netto è 103mila €., a cui bisogna togliere il capitale iniziale, che, attualizzato, arriva a 162mila €.. il saldo appare quindi negativo di 59mila euro, ma bisogna tener conto che si è vissuti per trent’anni in una casa, risparmiando così l’affitto, il cui importo sarebbe stato di gran lunga superiore a questa cifra. Il saldo torna dunque positivo ed in più si ha l’immobile.2) Ancora più evidente è la rivalutazione nel caso in cui si acquisti per affittare. Prendendo come esempio un bilocale in periferia a Milano, al prezzo di 170mila €. (tasse comprese). Seguendo tutti i passaggi indicati nell’esempio 1, oltre ad una rivalutazione sul prezzo di 165.000 €., si devono aggiungere 302.000 euro derivanti dal canone di affitto (sempre che si affitti a un prezzo interessante). Sottraendo tutte le spese (anche quelle legate alla locazione), il rendimento netto arriva al 6,5% articolo visto in “Il Sole 24 ore”
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